Rione Centro due

2017

Gli Immortali

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"Dopo la Gloria, viene l’Immortalità!"

C’è un’immagine indelebile di quell’anno che vede la nostra bandiera sventolare in alto alla Rocca di Passignano tra le stelle, in una notte nera ed incantata di mezza estate. Il nero era il colore di Saturno, Dio dell'implacabile scorrere del tempo onorato a Roma nei Saturnali, la festa di fine anno che coincideva con la morte e la rinascita del Sole, creando un ciclo infinito di morte e soprattutto di rinascita. C’è un motto nel Rione che dice:

“Il Sole sorge con noi, perché noi siamo il Sole”


E dopo il 2016 dovevamo risorgere. Siamo fatti così noi Rondolini, noi non moriamo mai, lottiamo sempre e rinasciamo ogni anno per superarci e superare gli altri. Anche dopo anni di Vittorie non perdiamo la fame e la voglia di combattere. Siamo abituati a questo perché siamo guerrieri: è scritto dalla nascita. Ed allora ce lo siamo fatti amici quel nero che ci ha accompagnato per una anno intero. Il nero diventava il colore della guerra che avremmo combattuto e vinto a tutti i costi. Nero come quel giorno in cui Daniele Giappichelli venne ricoverato per un’operazione all’appendicite a pochi giorni dal Palio compromettendo inesorabilmente le nostre sorti. Nere erano le maglie che ci distinguevano e ci univano come fratelli. Nere, come le notti stellate in cui abbiamo celebrato il Luccio e soprattutto nero come il colore del Palio che abbiamo alzato al cielo quel giorno in cui abbiamo scritto per l’ennesima volta la storia del Palio delle Barche. È nero anche il mistero celato nelle fiabe e nelle leggende...

E allora un giorno ti racconterò di una favola e di quella notte stellata in cui la nostra bandiera ha sventolato dominando la nostra città. Ti racconterò di un Palio vinto col Luccio nel cuore, con la rabbia, ma anche con l’amore.

Questo Palio lo avevamo già vinto quando per le vie del Bronx, Via I Maggio, Via XX Settembre, Via del Giuoco le tavolate nelle lunghe notti di attesa al Palio non bastavano a contenerci tutti. Lo avevamo già vinto insieme alle Lucce nei giorni di preparazione osservando il loro sorriso stampato sul visto mentre servivano con dedizione il più grande dei Rioni. Lo avevamo già vinto il giovedì in una festa lunga una notte intera che oggi è ricordata come “la madre di tutte le feste”. Ma soprattutto lo ha vinto il Bigio e il Giappo quel giorno, quando sul lettino di un ospedale si fecero la promessa di riportare il Palio nella sua casa. Un Luccio infatti sa bene che un uomo vale quanto la parola data e un anno prima col Capitano avevamo giurato che ci saremmo ripresi la nostra vendetta a tutti i costi. Il Palio del 2017 lo abbiamo vinto insieme, dando tutto quello che avevamo in corpo. Quel Palio lo ha vinto il Rione Centro Due perché questo è un Rione di uomini e donne speciali, che non mollano mai. Al Palio, come nella vita. Essere Rondolini è infatti uno stile di vita che ti accompagna per sempre. E allora un giorno ripenseremo a quello che abbiamo fatto insieme, sorrideremo al ricordo dell’ennesima impresa compiuta e a quella favola di mezza estate in cui la nostra bandiera ha sventolato in alto, tra le stelle, nella notte, in attesa di una nuova alba. Dovevamo risorgere e siamo risorti. Vittoria!

Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di sorgere. Niente e nessuno ci impedirà di vincere.